Il Porno e ciò di cui nessuno parla

Alcune persone consumano materiale pornografico e a loro va bene così.

Altre con la stessa inclinazione lo consumano, ma lo odiano.

Questo articolo è dedicato a quest’ultima categoria di persone.

Perché facciamo ciò che facciamo?

Perché qualcuno dovrebbe fare qualcosa che odia fare?  Ottima domanda.

Ponila a una persona che lotta contro la bulimia o che rimane senza speranza in una relazione violenta o in un ciclo di abuso di droghe.

Chiedilo a una persona che sa quanto sia terribile crollare impotentemente verso una tendenza che la perseguita e che sa che causerà danni a se stessa e/o agli altri.

Cosa potrebbe esserci alla radice di tali inclinazioni?  Molte cose.  Cosa potrebbe esservi alla radice di queste tendenze?  Una certa inclinazione ad entrare nell’autolesionismo.  Non si tratta di creare una “scusa” per le persone che si comportano in determinati modi.  Ma è un argomento che viene sollevato per sfidare il modo in cui interpretiamo le cose, incluso l’orrendo flagello della pornografia che sta devastando così tante persone e distruggendo così tante relazioni.

 Perché l’auto abuso è rilevante?

Se entrare nella pornografia fosse giustamente visto come una forma di autoabuso, allora sarebbe più facile per le persone collegare l’uso della pornografia al tema del trauma.  Se fosse possibile stabilire tale connessione, più persone prenderebbero in considerazione degli approcci basati sul trauma quando si tratta di dipendenza/compulsione alla pornografia.  Questo potrebbe portare a tutta una serie di risposte più compassionevoli alle persone che lottano contro di essa.  E potrebbe, inoltre, aiutare le persone a capire che in quest’area sono necessari approcci/risposte informate sul trauma, proprio come sono necessarie quando le si consigliano a persone che sono coinvolte in relazioni fisicamente abusive con gli altri.

Potrebbe anche aiutare, ulteriormente, le persone a distaccarsi dall’idea che la discesa / ricaduta di un uomo nella pornografia sia dovuta al fatto egli “non è abbastanza buono”.  E potrebbe aiutare le persone a rendersi conto che questo tipo di discesa/sviamento potrebbe essere, invece, collegato a una persona che torna sulla “scena” di un trauma passato.  Sembra risaputo che le persone abusate da altri spesso hanno difficoltà ad allontanarsi da quell’ambiente di abuso.  Allo stesso modo, sarebbe solo ragionevole postulare che le persone che soffrono di in un ciclo di abuso tendono a ripetere un certo modello simile a se stesso, almeno in una certa misura.  Quindi, se vogliamo ridurre i danni alle relazioni causati dall’uso della pornografia, dovremmo sforzarci di moderare le nostre risposte a seconda delle circostanze.

 Le nostre risposte contano

Un concetto che potrebbe tornarci utile è quello di comprendere che una circostanza in cui ci si trova va valutata in maniera più ampia in modo da includere la tendenza di una persona a tornare compulsivamente a traumi precedenti, questo sforzo va fatto al fine di conoscerci meglio!  Dovrebbe essere nostro dovere sforzarci di promuovere relazioni più sane, sante e più intime in generale (con l’intimità qui collegata all’intimità della santa amicizia).  Se non ci sforziamo per questo fine, ci mettiamo a rischio rispondendo in modi che erodono ulteriormente le relazioni e che possono infliggere ulteriori traumi.

Promuovere un grado maggiore di intimità nell’amicizia ci aiuterà a comprendere con maggiore chiarezza le circostanze reciproche in cui si trovano le persone e questo avrà come effetto positivo quello di essere in grado di rispondere in modo più appropriato nel definire la situazione in cui si trova qualcuno. Diminuiremo, di conseguenza, le risposte dovute a un senso di ansia o al non sentirsi abbastanza adeguati o ancora connesse alle paure di non essere scelti rispetto agli altri e/o legate alla rabbia che proviamo circa determinati legami di fiducia che temiamo siano stati spezzati.  In effetti, ciò di cui dovremmo fidarci è che le persone che non hanno iniziato a elaborare e a superare in modo sano i propri traumi, rimarranno relativamente legate al ciclo in cui sono già intrappolate.  Quindi, crescere in un approccio informato sul trauma è assolutamente necessario!

 Difficile da accettare

Mi rendo conto che questo potrebbe essere molto difficile da accettare per molte donne, specialmente se sono state traumatizzate dalla ricaduta del loro fidanzato/marito nella pornografia.  E accetto e riconosco che molte donne provano un senso schiacciante di tradimento a causa di questo.  Tuttavia, mi chiedo come potremmo prevenire/alleviare un certo grado di disperazione, specialmente tra le donne, se incentivassimo nella nostra cultura una maggiore analisi e discussione della compulsione che porta a rifugiarsi nella pornografia come possibile conseguenza legata a traumi-ferite profondamente radicate che devono ancora essere affrontate  , o almeno non indirizzate in misura sufficiente.

È mia speranza che questo angolo recondito delle persona possa essere esplorato con un cuore caritatevole da parte tutti.

Dio vi benedica tutti.

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Hudson Byblow è un oratore cattolico, autore e consulente che vive nel Midwest, dove ha una carriera nel campo dell’istruzione.  Egli tiene conferenze nazionali e internazionali negli Stati Uniti e in Canada sia con il clero che nelle scuole e parrocchie.  Hudson è consulente, inoltre, per alcune agenzie cattoliche oltre che per diversi oratori ed educatori.  Il suo sito web è www.hudsonbyblow.com e può essere contattato inviando un’e-mail a info@hudsonbyblow.com.

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