Inserendo l’amore nell’amore

L’amore è qualcosa di automatico, “precotto” – così che tutto ciò che dobbiamo fare è spingere il pulsante “play”? Questo ragazzo o quella ragazza ha sempre i miei interessi a cuore?

Credo che conosciamo le risposte a queste domande-perché trovare il vero amore è spesso un processo complicato e confuso.

Il titolo di questo articolo prende spunto da Giovanni Paolo II che ha usato proprio questa frase all’inizio del suo famoso libro, Amore e responsabilità: “Su base dell’etica cristiana nata dal Vangelo, c’è un problema, che può essere descritto come un ‘introduzione di un amore in un altro amore’ “.

Il primo “amore” si riferisce al grande comandamento che Gesù ci ha dato, che amiamo come lui ama, fino al punto di morire a noi stessi, sacrificandoci per il bene dell’altro (cfr Gv 15, 12-13); e la parola greca che Gesù usa qui per l’amore è agape, che significa amore divino, un amore che è totale donazione di sé stessi-non un amore interessato o egoista. Il secondo “amore” nella citazione di sopra si riferisce a quella che deriva dal nostro impulso sessuale- che non è malvagio di per sé, ma che è qualcosa che corrisponde inizialmente ad un ordine minore di amore, uno che nasce dalla nostra percezione del sex appeal degli altri. E la parola greca che indica questo amore è eros (da qui, “erotico”).

Il grande compito, allora, è quello di introdurre “l’amore” (agape) nell’ “amore” (eros). La visione della Chiesa non è la soppressione di eros-l ’amore romantico ed erotico-, ma la piena compenetrazione dell’eros con l’agape. E questo è in realtà il requisito preliminare per la piena fioritura dell’amore: poiché siamo delle persone con dei corpi. Cioè, abbiamo ciò che Giovanni Paolo II definisce come “valori sessuali” (il nostro sex appeal fisico così come il nostro fascino maschile o femminile e il fatto di essere attratti da qualcuno); ma questi valori sessuali non costituiscono, da soli, la nostra dignità di persone. Così, il problema con Eros da solo è che la maturazione dell’amore spesso si blocca proprio lì; vale a dire, il nostro amore non va oltre l’attrazione fisica ed emotiva -non andiamo mai oltre i “valori sessuali” dell’altro.

Ma se permettiamo all’ eros di essere integrato nel contesto dell’agape, allora il nostro apprezzamento e anche l’attrazione per i valori sessuali dell’altro non viene diminuita, ma viene integrata nel contesto di tutta la persona. Questo permette lo sviluppo di un amore più completo, anzi, è l’unico modo in cui il vero amore può svilupparsi. Perché l’amore non è semplicemente l’unione di due corpi, e neppure solo un legame emotivo tra due persone. L’Amore è prima di tutto un atto inesorabile della volontà orientata al bene oggettivo dell’altro. Qui, il vero amore deve spesso affrontare la sfida di avere la forza di dire “no” all’ eros quando è in conflitto con un’agape profondo. Infatti, proprio qui il vero amore è spesso testato e reso manifesto: perché se qualcuno è disposto a fare questo sacrificio per voi, cosa non potranno fare per voi? E se non sono disposti a dare il massimo per voi in questo contesto, allora cosa ci dice questo della profondità del loro amore?

Più avanti In Amore e responsabilità, Giovanni Paolo II dice che il desiderio sessuale ha un orientamento naturale per trasformarsi in amore; ma non può farlo da solo. Noi abbiamo un’immensa dignità in quanto persone, ma dalla dignità che abbiamo deriva la grande responsabilità di amare (da qui il titolo) -non solo in modo automatico, in un modo che reagisce solo a stimoli esterni, ma in un modo veramente personale. L’amore vero-degno della persona-è un grande atto di volontà, una scelta di agire per il bene dell’altro. E solo con questo grande atto di volontà il nostro amore raggiunge un livello pienamente umano e personale. Qui, abbiamo l’”introduzione dell’amore nell’ amore”. E, posso parlarne per esperienza, l’amore agape non diminuisce l’amore romantico ed erotico, ma lo esalta ad un livello che la società che promuove il “vai-a-letto-subito” non può semplicemente comprendere.

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swfAndrew Swafford is Associate Professor of Theology at Benedictine College. Among his publications are Spiritual Survival in the Modern World: Insights from C.S. Lewis’ Screwtape Letters and John Paul II to Aristotle and Back Again: A Christian Philosophy of Life. He and his wife, Sarah, live with their four children in Atchison, KS.

 

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